In viaggio con Moravia, Pasolini e la Callas
Durata: 3:25

Dacia Maraini

Dacia Maraini è nata a Firenze e vive a Roma. Ha trascorso la prima infanzia in Giappone, affrontando con i genitori e le piccole sorelle la dura esperienza del campo di concentramento, tornando poi in Italia e risiedendo a lungo presso la casa materna di Bagheria, raccontata nell’omonimo libro del 1993.

I due primi romanzi, La vacanza (1962) e L’età del malessere (1963), la consacrano giovanissima tra i narratori più interessanti della sua generazione. Ne sono conferma i libri che seguono, consegnandoci alcuni indimenticabili ritratti di donne:
Memorie di una ladra (1973)
Donna in guerra (1975)
Isolina (1985)
Voci (1994)
Dolce per sè (1997)
Colomba (2005)
Il treno dell'ultima notte, (2008);
La ragazza di via Maqueda(2009).

Nel 1990 ha vinto il Premio Campiello per La lunga vita di Marianna Ucria, da cui è
tratto il film di Roberto Faenza, e nel 1999 ha ricevuto il Premio Strega per Buio.
Nel 1980 ha pubblicato Storia di Piera con Piera degli Esposti, e in seguito Piera degli assassini (2003). Nel 1996 esce Un clandestino a bordo e nel 2001 La nave per Kobe.

Presenza attiva anche in versi, la Maraini è autrice delle raccolte:
Viaggiando con passo di volpe (1991)
Se amando troppo (1998).

Viaggiatrice instancabile e appassionata, come documentano i viaggi fatti con Moravia e Pasolini, e i reportage sulle donne dell’Africa, Dacia Maraini ha legato il suo nome anche al dibattito culturale sulla questione delle donne e al teatro. La seduzione dell'altrove(2010)
è una raccolta di scritti sui suoi viaggi. Fondatrice del teatro della Maddalena negli anni Settanta, è autrice di testi per la scena, oggi raccolti nei due volumi di Fare teatro 1966-2000, pubblicati nel 2000.
“Il sale sulla coda” è il titolo della rubrica che la scrittrice firma sulle colonne del “Corriere della Sera”.

La lunga vita di marianna Ucrìa

Ho avuto anch'io un periodo di afasia in seguito all'esperienza del campo di concentramento in Giappone.

Identificarsi con i personaggi

L'identificazione con il personaggio non può mai essere totale, altrimenti ci si perde completamente.

Avventure di mare

Il primo viaggio l'ho fatto che avevo un anno, su una nave, di cui non ricordo quasi nulla ma evidentemente ho assorbito questa esperienza marina.

Il Gruppo '63

Era una narrativa fatta di frammenti e di illuminazioni. È stata molto importante perché per dieci anni si è fermato il romanzo.

Il teatro delle donne

L'idea era fare teatro con chi non aveva voce, quindi era teatro sociale, teatro di impegno.

Detesto il fanatismo

Mio padre mi diceva quando ero piccola: ricordati che esistono le culture, non le razze.

Dal Giappone a Bagheria

Bagheria è un mondo, è un formicolio di persone, personaggi che vengono fuori piano piano dalla memoria.

I viaggi: l'Africa

Quando viaggio mi preparo leggendo i romanzi del luogo dove sto andando. Non tanto le guide, ma i romanzi che secondo me sono più illuminanti.

Ritratti di donne africane

Quando le famiglie poligamiche dai villaggi si spostano nelle città è la catastrofe, prima di tutto dal punto di vista logistico.

In viaggio con Moravia, Pasolini e la Callas

Avevo un'idea della Callas come di una regina del palcoscenico, perché l'avevo vista cantare in scena, e sono rimansta colpita perché nella vita quotidiana in viaggio, era un agnellino, era una donna fragile.

Pasolini e Moravia a confronto

L'idea sia di Pasolini che di Moravia è che lo scrittore sia un testimone. Non ha la verità rivelata ma ha la verità di chi assiste ai fatti della sua epoca.

Non mi considero una poetessa

Nella prosa le parole possono anche essere modificate, nella poesia no.

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